Lo Scavo Archeologico di Scoppieto - Civitella del Lago - Baschi - Umbria



Civitella del Lago - Sito Ufficiale
Lo Scavo Archeologico di Scoppieto

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La cronologia degli aggiornamenti del sito la potete trovare in questa pagina
 
 
Minisito dedicato allo Scavo Archeologico di Scoppieto

Per la realizzazione di questa pagina si ringraziano:

  • La Prof. Margherita Bergamini del Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione Antichità, direttrice dei lavori dello scavo ed autrice dei testi che troverete in questa pagina.
  • Il Sig. Stefano Simoni il quale ci ha autorizzato ad utilizzare le foto presenti in questa pagina in quanto lui l'autore delle stesse.
Lo Staff

Direzione dei lavori: Prof. Margherita Bergamini

Collaborazione: Prof. Marcello Gaggiotti

Staff Tecnico-Scientifico: Dott. Natalia Nicoletta, Dott. Gabriele Terenzi, Dott. Simona Moscara, Dott Rosanna Geminiani, Dott. Sara Speranza, Dott. Fabiana Mercantini, Dott. Elena Salvo, Dott. Laura Calabresi, Dott. Massimiliano Gasperini

Lo Scavo
E' condotto dall'Università degli Studi di Perugia a cui è dato in concessione dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ed è stato avviato nel 1995.

Il sito occupa un ampio pianoro sulla sommità di un'altura a circa 420Mt. s.l.m. in prima linea sul Tevere.

Ubicato sulla sponda sinistra del fiume, ora in comune di Baschi, all'interno della area protetta del "Parco Fluviale del Tevere", in età romana rientrava nel territorio della Colonia Romana di Todi.

Sono state condotte dieci campagne di scavo e l'area archeologica oggi ha un'estensione di circa 1700Mq.

Lo scavo si svolge nel periodo estivo ed è un laboratorio a cui partecipano gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dei Beni Culturali e Lettere Classiche.
La Soria del Sito

La funzione del Teverefu fondamentale in età romana ed è proprio alla vicinanza del fiume che il sito archeologico di Scoppieto deve la sua ragione d'essere.

Lo scavo sta evidenziando una continuità di frequentazione che va dal IV° sec. a.C. al IV° e inizi del V° sec. d.C. e rappresenta un caso emblematico della centralità della via fluviale nell'occupazione del territorio sia in età preromana che in età romana.

Nella prima fase di occupazione il sito era frequentato a scopo di cult; ad essa fece seguito, nella prima età imperiale, una manifattura ceramica attiva dall'età di Augusto alla fine del I° - inizi del II° sec. d.C., dedita alla produzione di un particolare tipo di ceramica fine da mensa, la c.d. "terra sigillata".

Il suo nome deriva da sigillum, il punzone con cui si realizzavano le composizioni decorative delle matrici, che, attraverso l'impiego combinato della matrice e del tornio, permettevano la realizzazione in serie di vasi di colore rosso corallino decorati a rilievo, oggetto di un artigianato artistico nato ad Arezzo nella seconda metà del I° sec. a.C.

Attraverso i ritrovamenti negli scavi archeologici, è possibile ricostruire la rete di distribuzione dei prodotti della manifattura, che grazie alla utilizzazione della via fluviale fu assai ampia.

Roma rappresentò il mercato maggiormente ricettivo, in cui sono attestati quasi tutti i produttori attivi di Scoppieto. Da Roma le merci proseguivano verso Ostia e raggiungevano i principali centri delle provincie dislocate nel bacino del Mediterraneo, in Hispania e soprattutto in Africa, dove le attestazioni più numerose interessano la Mauretania, la Numidia, la Pronconsularis, la Cyrenaica, l'Egitto.

Il sito visse ancora per tutto il IV° sec. d.C. con funzione abitativa.

Nella manifattura di Scoppieto lavoravano oltre 50 artigiani che producevano tale vasellame firmandolo con il loro nome. La presenza dei marchi di fabbrica fornisce indicazioni di ordine storico economico mediante la distribuzione dei prodotti firmati che consentono la ricostruzione degli scambi commerciali.

Elevatissimo è il numero dei pezzi con bollo. I nomi che prevalgono sono quelli di membri della gens Plotidia, di cui due fratelli, L(ucius) Plo(tidius) Zos(imus) e L(ucius) Plo(tidius) Por(silius), molto probabilmente furono i fondatori della manifattura e i suoi gestori dall'inizio dell'attività all'età neroniana.

I dati stratigrafici dimostrano che il complesso ebbe un'attività intensa con il picco della produzione collocabile in età neroniana e flavia, ma è evidente anche il suo prolungamento fino all'età domizianea.

Accanto ai servizi di piatti da tavola la manifattura di Scoppieto produceva una buona qualità di lucerne che mostrano un repertorio iconografico ricco e originale.

L'Antiquarium comunale di Baschi

E' stato inaugurato il 16 dicembre del 2000 all'interno del Palazzo Comunale di Baschi e rappresenta uno spazio espositivo permanente in cui sono esposti i materiali più significativi rinvenuti nello scavo.

Il percorso è affiancato da una serie di pannelli didattici illustrativi e dai modelli di una fornace romana a doppia camera e di due navi, una di tipo fluviale e una mercantile, del tipo di quelle con cui le merci di Scoppieto raggiunsero le principali città del bacino del Mediterraneo.


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