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La funzione del Teverefu fondamentale in età
romana ed è proprio alla vicinanza del fiume
che il sito archeologico di Scoppieto deve la sua ragione
d'essere.
Lo scavo sta evidenziando una continuità di frequentazione
che va dal IV° sec. a.C. al IV° e inizi del
V° sec. d.C. e rappresenta un caso emblematico della
centralità della via fluviale nell'occupazione
del territorio sia in età preromana che in età
romana.
Nella prima fase di occupazione il sito era frequentato
a scopo di cult; ad essa fece seguito, nella prima età
imperiale, una manifattura ceramica attiva dall'età
di Augusto alla fine del I° - inizi del II°
sec. d.C., dedita alla produzione di un particolare
tipo di ceramica fine da mensa, la c.d. "terra
sigillata".
Il suo nome deriva da sigillum, il punzone con
cui si realizzavano le composizioni decorative delle
matrici, che, attraverso l'impiego combinato della matrice
e del tornio, permettevano la realizzazione in serie
di vasi di colore rosso corallino decorati a rilievo,
oggetto di un artigianato artistico nato ad Arezzo nella
seconda metà del I° sec. a.C.
Attraverso i ritrovamenti negli scavi archeologici,
è possibile ricostruire la rete di distribuzione
dei prodotti della manifattura, che grazie alla utilizzazione
della via fluviale fu assai ampia.
Roma rappresentò il mercato maggiormente ricettivo,
in cui sono attestati quasi tutti i produttori attivi
di Scoppieto. Da Roma le merci proseguivano verso Ostia
e raggiungevano i principali centri delle provincie
dislocate nel bacino del Mediterraneo, in Hispania e
soprattutto in Africa, dove le attestazioni più
numerose interessano la Mauretania, la Numidia,
la Pronconsularis, la Cyrenaica, l'Egitto.
Il sito visse ancora per tutto il IV° sec. d.C.
con funzione abitativa.
Nella manifattura di Scoppieto lavoravano oltre 50 artigiani
che producevano tale vasellame firmandolo con il loro
nome. La presenza dei marchi di fabbrica fornisce indicazioni
di ordine storico economico mediante la distribuzione
dei prodotti firmati che consentono la ricostruzione
degli scambi commerciali.
Elevatissimo è il numero dei pezzi con bollo.
I nomi che prevalgono sono quelli di membri della
gens Plotidia, di cui due fratelli, L(ucius)
Plo(tidius) Zos(imus) e L(ucius)
Plo(tidius) Por(silius), molto probabilmente
furono i fondatori della manifattura e i suoi gestori
dall'inizio dell'attività all'età neroniana.
I dati stratigrafici dimostrano che il complesso ebbe
un'attività intensa con il picco della produzione
collocabile in età neroniana e flavia, ma è
evidente anche il suo prolungamento fino all'età
domizianea.
Accanto ai servizi di piatti da tavola la manifattura
di Scoppieto produceva una buona qualità di lucerne
che mostrano un repertorio iconografico ricco e originale.
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